Diario dalla quarantena. 19 Aprile 2020

Quarto cakra

Tra le righe

Ovvero, perché queste cose questa settimana?

[disclaimer: di queste informazioni ne trovate ovunque online, qui sotto vi offro solo dei brevissimi cenni per svelarvi il gioco di rimandi interni a questo diario che non è un mero racconto, ma una meditazione quotidiana su un cakra specifico. Se volete saperne di più, io consiglierei la serie di testi scritti da Charles-Rafaël Payeur, tutti editi da l’Età dell’Acquario edizioni, in anni diversi e disponibili anche in Ebook.

In questo caso il libro è: Il chakra del cuore. Il contatto con l’altro]

Il quarto cakra, Anahta – cakra del cuore, è il punto di connessione tra il triangolo inferiore e il triangolo superiore, la sede in cui la nostra attenzione smette di essere legata alla vita quotidiana e personale per proiettarsi all’esterno. Legato al dono, al perdono e all’attenzione a ciò che ci circonda.

Lo yantra del cakra sacrale raffigura un loto dai dodici petali.

L’animale araldico che rappresenta Anahta è un cervo che guarda dietro di sé, a osservare ciò che lo circonda. Il quarto cakra è legato all’aria, ciò che tutto permea.

È connesso con il cuore e i polmoni: la sede dello scambio tra il nostro corpo e l’esterno.

Il cakra del cuore viene stimolato dalle molte pose che hanno a che fare con un’apertura o chiusura delle scapole e delle mani, così come da ogni tipo di respirazione.

Svadhisthana risuona con il FA  e il suo Bija Mantra è YAM.

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